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16 dicembre 2000 - 18 marzo 2001
Giacomo Ceruti
Vecchia contadina

C
ollezioni Comunali d' Arte
ospiti 16

 
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  Sedicesimo appuntamento della rassegna ospiti: dal 16 dicembre al 18 marzo le Collezioni Comunali d' Arte di Bologna presentano il dipinto Vecchia contadina di Giacomo Ceruti proveniente dalla collezione eredi Monti della corte di Brescia.
  L' opera -- realizzata insieme al pendant denominato il bravo nel decennio 1730-1740 -- è uno dei capolavori di Giacomo Ceruti (1698-1767), tra i maggior interpreti del genere pauperistico nell' ambito del naturalismo settecentesco europeo. Nel solco della tradizione lombarda del realismo caravaggesco, le sue opere presentano notevoli legami con la cultura europea seicentesca: dai fratelli Le nain - nelle cui opere indigenza, miseria esistenziale, fame si coniugano con una dignità assoluta dei soggetti ed un senso religioso cosmico -- a Georges de la Tour, dalle incisioni di matrice nordica ai pittori spagnoli del Siglo de oro come Velazquez.

 

Attivo tra Lombardia e Veneto, e segnatamente nel bresciano, Ceruti fu anche influenzato da un ambiente socio-culturale caratterizzato da istanze di matrice preilluminista, sedimentate tradizioni sociali ed una cultura pittorica dedita a temi pauperistici.
L' innesto del pensiero giansenista sulla matrice della riforma cattolica borromaica aveva infatti portato in questa area --parallelamente alla diffusione di una devozione popolare che esigeva immagini umanizzate e realistiche rese con un linguaggio divulgativo e immediato-- all' emergere tra le classi aristocratiche di ideali di austerità ed eticità nel quotidiano, tradotti nel forte sviluppo delle attività caritatevoli e sociali quali ospizi, ospedali, orfanotrofi.
In questo contesto, i temi popolar-pauperistici -- in particolare quello della vecchiaia esibita impietosamente e spesso connessa all' obiettivo moraleggiante della vanitas e del conseguente tempus fugit -- già interpretati da altri autori di ambiente lombardo in chiave simbolico-grottesca, assunsero con Ceruti valenze culturali ed estetiche di segno assolutamente diverso che prefiguravano tensioni intellettuali e morali di stampo preilluminista, attraverso il pieno recupero della verità umana nelle realtà più profonde.
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La Vecchia contadina, con la sua percezione palpabile di polvere e di stracci, la materia pittorica densa e carnosa, la profonda e partecipata visione di un' umanità al margine, rappresenta un singolare antefatto del realismo ottocentesco grazie all' altissima tenuta espressiva, la rigorosa e austera semplificazione del contesto, la concentrazione iperrealistica nei dettagli.

L' opera, che conserva ancora la semplice cornice originale, in perfetta sintonia con il carattere spoglio del tema descritto e con le tonalità cromatiche della superficie dipinta, fu esposta per la prima volta assieme al suo pendant alla mostra milanese del 1953 dedicata ai pittori della realtà in Lombardia Dal Moroni al Ceruti, curata da Roberto Longhi.

il catalogo

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Giacomo Ceruti
Vecchia contadina

testi di Eugenio Riccòmini e Valerio Terraroli, a cura di Carla Bernardini
sate, 2000


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