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18 dicembre 1999-20 febbraio 2000
Un presepe napoletano del Settecento
Museo Davia Bargellini
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  Quattordicesimo appuntamento della rassegna "ospiti" : dal 18 dicembre 1999 al 20 febbraio 2000 il Museo Davia Bargellini presenta un presepe napoletano del Settecento, proveniente da una collezione privata di Bologna ben nota fra gli specialisti per i suoi oltre duecento ‘pastori’ di alta qualità.

 

  La ‘scarabattola’ della collezione bordoni costituisce, in formato ridotto, una testimonianza esemplare di un genere inedito e fortunatissimo di arte applicata nella Napoli tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo. La "fabbrica" del presepe coinvolse tanto abilissimi artigiani quanto artisti di grido: architetti, scenografi e pittori famosi per la costruzione dei fondali, scultori di professione e modellatori della regia fabbrica di Capodimonte per le figure, orefici per i ricchissimi e preziosi accessori furono infatti all’ opera accanto
  ad artigiani specializzati nella produzione degli arti di legno - poichè solo la testa in terracotta dipinta era di competenza dello scultore- e nella ‘vestitura’ delle figure.
  Ma il presepe napoletano, fonte di stupore dei viaggiatori stranieri e di continua emulazione fra le famiglie aristocratiche e dei ricchi borghesi, fu anche strumento di espressione di una civiltà dal carattere spiccatamente laico e ‘cortese’. Il formato minore delle figure, l’ ostentazione di ricchezza, l’ attenzione per ogni aspetto della vita contemporanea, il carattere profano della messa in scena brulicante di comparse, di episodi minori, di particolari ormai lontani dal racconto evangelico caratterizzarono il suo sviluppo, marcandone le differenze dal presepe liturgico.
 

Il presepe in esposizione, ricomposto in una teca del secolo XIX con il fondale originario, presenta l’ episodio centrale della natività, tradizionalmente modellato sulla base delle composizioni pittoriche tardo barocche di Solimena e De mura. Nella messa in scena, splendida per la cura dei dettagli e degli accessori (come gli abiti in gran parte originali, i cestini di vimini con la frutta in cera colorata, il turibolo in argento), si distinguono in particolare le figure realizzate da alcuni dei più noti scultori napoletani specializzati nel presepe: il ricco borghese di Lorenzo Mosca, la popolana dagli elaborati costumi tradizionali di Nicola Ingaldi, e l’ un asino sullo sfondo attribuito a Francesco Gallo.

L’ esposizione di questa opera all’ interno del Museo Davia Bargellini permetterà anche un interessante raffronto con la diversa realtà del presepe bolognese della stessa epoca, rappresentato da celebri esemplari conservati nel museo, opera di Angelo Piò, Filippo Scandellari e altri -- presepe che rimase tuttavia un genere minore e "povero" nella storia della scultura locale rispetto alla raffinatezza ed alla "verità" di quello napoletano.

L’ esposizione verrà inaugurata sabato 18 dicembre alle ore 12.30, con una conversazione di Eugenio Riccòmini accompagnata da musiche di Mauro Giuliani (prima metà del sec.XIX) e Domenico Cimarosa con Irene Olavide (mezzo soprano), Manuela Rasori (soprano), Walter Zanetti (chitarra). Tutti i sabati di gennaio alle ore 12 si svolgeranno visite guidate con accompagnamento di musiche napoletane (canto e chitarra) della fine del secolo XVIII e degli inizi del secolo XIX.

il catalogo

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Un presepe napoletano del Settecento
testi di Eugenio Riccòmini e Stefano Tumidei, a cura di Stefano Tumidei

sate, 1999