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Primo
"ospite" dei Musei Civici d’Arte Antica è il ritratto di
Lucrezia Bentivoglio Leoni di Ludovico Carracci, riemersa recentemente
sul mercato ed acquistata per la collezione dell’industriale bolognese Giuseppe
Gazzoni Frascara. L’ interesse emerso solo in tempi relativamente recenti attorno all’opera dei Carracci (non ancora ben delineata all’apertura della mostra bolognese del 1956) ha infatti assicurato la presenza anche in Bologna, la città d’origine degli artisti, di importanti opere passate sul mercato e destinate altrimenti a non essere pressoché più viste. |
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| Questo
splendido ritratto venne dipinto da Ludovico Carracci nel 1589, quattro
anni dopo il folgorante esordio in palazzo Fava, con le storie di Giasone
dipinte per il senatore Filippo Fava insieme al fratello Agostino ed al
cugino Annibale, e poco prima di avviare con gli stessi la grande impresa
decorativa di palazzo magnani. Analogamente a questi cicli decorativi, anche
il ritratto segna un momento di passaggio ad una nuova era, in cui gli esempi
della migliore ritrattistica cinquecentesca —fra calibrate eleganze di memoria
manierista, puntigliosa descrizione naturale, retorica controriformata—si
ricompongono in una dimensione piana e naturale. Una dimensione che media l’aulicità del porgersi del personaggio con la verità e naturalezza della sua percezione e rappresentazione: i confronti più eloquenti nel percorso artistico di Ludovico sono con il ritratto di Francesco Pannolini (1583-84, Biblioteca Universitaria di Bologna) e con la famiglia Tacconi (1590 circa, Pinacoteca Nazionale di Bologna) che rappresentano rispettivamente un registro espressivo di "ritratto ufficiale" l’uno, di più naturale quotidianeità l’altro. il catalogo ospiti 1 |
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