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Palazzo Comunale di Bologna è uno dei più importanti edifici monumentali
italiani. Sede degli organi del governo cittadino ininterrottamente dal
1336, fu testimone degli eventi storici che segnarono il passaggio dal libero
Comune alla signoria dei Bentivoglio, dal "governo misto" del dominio papale
all'effimera Repubblica Cispadana filofrancese ed alla successiva restaurazione
pontificia, dall'Unità d'Italia alla Liberazione. Il palazzo è costituito da un'insieme di costruzioni successivamente aggregate ad un nucleo più antico acquisito dal Comune alla fine del Duecento, comprendente fra l'altro l'abitazione di Accursio, maestro di diritto nello Studio bolognese (da cui l'altra denominazione di Palazzo d'Accursio). Rinnovato e ampliato nella prima metà del Quattrocento con l'intervento dell'architetto Fioravante Fioravanti, l'edificio fu poi arricchito di un orologio nella torre e, secondo esempi diffusi nel centro Europa, di un carosello con automi in legno (Madonna con Bambino e corteo dei Magi), rimossi nel 1796 e oggi in parte conservati presso le Collezioni Comunali d'Arte. Consistenti revisioni architettoniche furono promosse dal crescente potere papale che alla caduta della signoria dei Bentivoglio nel 1506 annesse infine Bologna ai suoi domini. Con l'arrivo dei Francesi, il Palazzo -destinato a divenire Palazzo Nazionale dell'effimera Repubblica Cispadana-- subì ulteriori modifiche strutturali e decorative, solo parzialmente "corrette" dalla restaurazione pontificia. La crescente destinazione degli spazi ad uffici rese fino a tempi recenti di difficile lettura l'assetto monumentale di molti ambienti del palazzo, ripristinati dal recente restauro che ne ha enfatizzato la destinazione a sede di rappresentanza e museale (Collezioni Comunali d'Arte e Museo Morandi). |