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dal 5 giugno 1999
Dalla porpora al tricolore
quadri, mobili, cornici, specchiere barocche del lascito Rusconi,
una stanza alla Boschereccia per il "palazzo Nazionale", tempere giacobine da palazzo Aldini, ritratti a olio, a pastello e in miniatura
in occasione della riapertura delle Sale Rusconi

Collezioni Comunali d’ Arte
incontri&arrivi 6

 
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  Sesto appuntamento della rassegna incontri&arrivi in occasione della riapertura al pubblico delle Sale Rusconi delle Collezioni Comunali d’ Arte dopo quasi dieci anni di chiusura per lavori di restauro e adeguamento funzionale, nell’ ambito delle iniziative per "Bologna Città Europea della Cultura del 2000". L’ imponente sequenza di sei sale, parte del braccio cinquecentesco dell’appartamento invernale del Cardinal Legato, si presenta oggi con un carattere composito, sottolineato dall’ allestimento presentato in occasione della riapertura.
Nei primi tre ambienti, che conservano tracce dell’originale decorazione cinquecentesca, è stato fedelmente ripristinato l’allestimento da "museo arredato" ideato per questa ala nel 1935, e fondato sull’evocazione e la ricostruzione d’ambiente, tipica della museografia del tempo.
  sia2.gif (9154 byte) Sesto appuntamento della rassegna incontri&arrivi in occasione della riapertura al pubblico delle Sale Rusconi delle Collezioni Comunali d’Arte dopo quasi dieci anni di chiusura per lavori di restauro e adeguamento funzionale, nell’ambito delle iniziative per "Bologna Città Europea della Cultura del 2000". L’ imponente sequenza di sei sale, parte del braccio cinquecentesco dell’appartamento invernale del Cardinal Legato, si presenta oggi con un carattere composito, sottolineato dall’allestimento presentato in occasione della riapertura.
  Nei primi tre ambienti, che conservano tracce dell’ originale decorazione cinquecentesca, è stato fedelmente ripristinato l’ allestimento da "museo arredato" ideato per questa ala nel 1935, e fondato sull’evocazione e la ricostruzione d’ambiente, tipica della museografia del tempo.
Sono state invece ampiamente ripristinate le forme neoclassiche della decorazione delle ultime tre sale, risalenti con ogni probabilità al periodo giacobino e napoleonico, quando il palazzo pubblico,
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  destinato a sede del direttorio della Repubblica Cispadana, fu oggetto di importanti interventi di riassetto decorativo e funzionale. L’ambiente più significativo di queste sale è la "Boschereccia", opera di Vincenzo Martinelli (1737-1807) e Giuseppe Valiani (1735-1807): una delle più importanti e suggestive stanze-paese largamente diffuse nella Bologna napoleonica, le cui pareti si aprono illusionisticamente su verdi spazi aperti, entro equilibrate ripartizioni spaziali che "regolarizzano" la natura secondo le tendenze del nuovo razionalismo classicista.
  sia4.gif (11878 byte) In questi ambienti oggi esposti quadri, mobili, cornici, specchiere barocche, ritrattini miniati sette-ottocenteschi del lascito Rusconi, oltre a ritratti sette-ottocenteschi provenienti dal Collegio dei Nobili, alcuni dei quali opera di Angelo Crescimbeni (Bologna, 1708-1779), autore anche del ritratto della contessa Elena Marescotti in Marsili (1776), a pastello, recentemente acquistato dai Musei Civici d’Arte Antica, ed esposto per la prima volta. Il carattere neoclassico delle ultime sale è sottolineato inoltre da dieci tempere su tela in allestimento temporaneo, appartenenti all’importante complesso
  decorativo di palazzo Aldini-Sanguinetti in strada Maggiore, qui collocate a scopo conservativo durante i lavori di restauro del palazzo, recentemente donato alla città e destinato a sede del Museo della Musica. Questo allestimento temporaneo ha permesso anche di evidenziare un’importante nesso storico fra palazzo Comunale e lo stesso palazzo Aldini Sanguinetti, costruito nel Cinquecento per la famiglia Riario-Sforza, che nel 1798 fu sottoposto su impulso del nuovo proprietario, il conte e avvocato Antonio Aldini --uno dei personaggi politici più significativi dell’Italia napoleonica-- ad un’ampia revisione architettonica e decorativa, che coinvolse uno stuolo di artisti reduci appunto dal cantiere del "palazzo Nazionale" (tra gli altri, Antonio Basoli, Pelagio Palagi, Vincenzo Martinelli, Serafino Barozzi e Francesco Santini). Il confronto con gli ambienti espositivi mette in rilievo interessanti analogie stilistiche, iconografiche e tipologiche. In attesa di futuri studi, alcuni aspetti di queste analogie vengono anticipati nella brochure che accompagna l’esposizione.

il catalogo

incontri & arrivi 6
Dalla porpora al tricolore

testi di E. Riccòmini, C. Bernardini, F. Ceccarelli e F. Lui,
a cura di C. Bernardini,

1999
 

 

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