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Attribuite nel 1977 a giovan Gioseffo dal Sole (Bologna 1654-1719) e successivamente espunte dal catalogo dell’artista, le tavolette sono state ascritte nel 1992 da Angelo Mazza all’attività giovanile di Donato Creti, a seguito della riscoperta di altre opere inedite avvicinabili alla serie, fra cui i misteri eseguiti dall’artista per la parrocchiale di Fiesso, nella campagna bolognese. Tipica dello stile pittorico dell’artista -- uno dei massimi esponenti della cultura figurativa del Settecento ed erede della grande tradizione bolognese dei Carracci e di Guido Reni – è l’esecuzione rapida e nervosa delle opere, che trae origine dalla facilità e dall’estemporaneità di tratto della sua attività grafica. Il restauro delle opere, a cura di Mirella Simonetti, e la piccola pubblicazione che accompagna la loro presentazione sono stati possibili grazie alla generosità del Lions Club Bologna Archiginnasio. In mostra e nella brochure sono documentate le varie fasi del restauro e alcuni aspetti della tecnica pittorica di Donato Creti, su cui è in corso una ricerca più ampia a cura dei Musei Civici di Arte Antica. Le tavolette verranno stabilmente esposte presso la Sala Vidoniana delle Collezioni Comunali d’Arte accanto a quello che costituisce il maggiore insieme unitario di opere dell’artista esposto in un pubblico museo: i famosi diciotto dipinti di soggetto mitologico ed allegorico donati nel 1744 da Marco Antonio Collina Sbaraglia al Senato cittadino - recentemente presentati con grande successo presso il Metropolitan Museum di New York e il Los Angeles County Museum di Los Angeles nella mostra Donato Creti. Melancholy and perfection – cui si affiancano acquisizioni successive da parte del comune di Bologna (il bozzetto per la Memoria Sbaraglia affrescata su muro nel portico superiore dell’Archiginnasio, una tela con Due fanciulli che giocano che dà vita autonoma ad uno splendido particolare della stessa Memoria, un Satiro e Amorino proveniente dal al Collezione Volpe). il
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