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dioniso e arianna

20 aprile - 23 luglio 2000
Giovanni Antonio Burrini
Dioniso e Arianna

Collezioni Comunali d'Arte
ospiti 15

 
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  Quindicesimo appuntamento della rassegna "ospiti": dal 20 aprile al 23 luglio 2000 le collezioni comunali d'arte di bologna presentano il dipinto Dioniso e Arianna di Giovanni Antonio Burrini, proveniente da una importante collezione privata di Vignola.
  Giovanni Antonio Burrini (Bologna, 1656-1727) fu uno dei maggiori pittori bolognesi fra Sei e Settecento, capace di fondere le influenze classiciste e barocche assorbite dallo studio degli affreschi carracceschi in palazzo Fava e dall'insegnamento degli ultimi maestri ancora sulla scena (Canuti, Pasinelli, Cignani, Franceschini) con il cromatismo "veneto" delle opere di Tiziano, Tintoretto e Paolo Veronese conosciute grazie al mecenatismo
  del gentiluomo bolognese Giulio Cesare Venenti.
Molteplici le esperienze figurative dell'artista, suddivise tra la realizzazione di opere decorative di grande successo- gli affreschi di palazzo Ratta, del cortile dell'Archiginnasio, della villa Albergati a Zola Predosa (1681-1684), della chiesa dei Celestini, di palazzo pubblico e di palazzo Alamandini - e delle pale d'altare dai sorprendenti esiti cromatici per la collegiata di Mirandola, la chiesa di San Giacomo a Bologna e quella di Sant'Eufemia a Ravenna.
  Dioniso e Arianna -- esposto per la prima volta nel 1986 nella mostra "Nell'età del Correggio e dei Carracci" poco dopo l'ingresso in una collezione bolognese con attribuzione a Burrini formulata da anna Ottani Cavina -- è forse il quadro più seducente dell'intera produzione dell'artista. Definito "uno degli esiti più sorprendenti e, nel campo della pittura profana, dei più
  moderni del Seicento bolognese prima di Crespi", il dipinto segna l'apice qualitativo della produzione di Burrini per il moderno equilibrio tra tradizione bolognese e recupero dei modelli della cultura figurativa veneta del Cinquecento.
La tela, caratterizzata da una costruzione diagonale determinata dalla disposizione dei due protagonisti, rappresenta l'episodio della seduzione di Arianna da parte di Dioniso sopraggiunto sull'isola di Nasso per consolarla dell'abbandono di Teseo. La grazia di stampo veneto del corpo di Arianna, visto di schiena, quasi impedisce di riconoscere lerelazioni con la famosa tela di Annibale Carracci con Venere, satiri e due amorini, ora agli Uffizi, resa un poco greve dalle collusioni con i sensi equivoci di Passerotti. Al fascino dell'immagine concorre la timidezza di Dioniso adolescente, quasi un innocente San Giovannino avvolto in un sottile gioco di controluci.
L'esposizione è accompagnata da un piccolo catalogo a cura di Carla Bernardini con testi di Eugenio Riccòmini e Angelo Mazza.

il catalogo

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Giovanni Antonio Burrini
Dioniso e Arianna

testi di E. Riccòmini e A. Mazza,
a cura di C. Bernardini
sate, 2000

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