Online: I ritratti delle Collezioni Comunali d'Arte

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  • Ritratto d'uomo, 1570 ca
  • Ritratto di Bianca Capello, 1578/1587
  • Ritratto di vecchio
  • Ritratto di giovane dama
  • Ritratto di Gonfaloniere, 1622
  • Ritratto di dama, 1640 ca.
  • Ritratto femminile (Ippolita Obizzi Campeggi?), 1650/1655 ca.
  • Ritratto del Cardinale Prospero Lambertini, 1739/1740
  • Ritratto di Francesco Pannolini, 1745
  • Ritratto di Ferdinando Gini, 1759
  • Ritratto di Giovanna Spisani; Autoritratto (1763)
  • Ritratto del Marchese Luigi Angelelli, 1766
  • Ritratto di Giuseppe Guizzardi in veste d’antico, 1807
  • Ritratto di Giuseppe Guizzardi, 1809 ca.
  • Ritratto della famiglia Insom,  1815
  • Ritratto di Petronio Montanari, 1815
  • Studio per la testa del maggiore Lattuada, 1819
  • Studio per il Ritratto di Andrea Vismara, 1825/26
  • Ritratto di Bonifacio Asioli, 1832
  • Busto di vecchio, 1820/1830 ca.
  • Ritratto di Cincinnato Baruzzi, 1833/34
  • Autoritratto
  • Ritratto di Ludovico Savioli
Ritratto di Ludovico Savioli - Angelo Crescimbeni (?) (Bologna, 1734-1781)

Annunciazione, 1385/1395

Jacopo di Paolo (documentato a Bologna dal 1378 al 1426)
tempera su tavola; inv. P 76
cm. 148 x 115
provenienza: Bologna, Camera degli Atti in Palazzo Re Enzo
sala 5

Informazioni aggiuntive


Alcuni dipinti delle Collezioni recano esempi di ritrattistica medievale e postmedievale, non come genere autonomo ma come parte di più complesse composizioni di tema religioso, in cui l’immagine del committente è raffigurata di dimensioni più ridotte rispetto ai personaggi sacri. Qui Jacopo di Matteo Bianchetti (1355 ca. - 1405) è inginocchiato in basso a sinistra, nella veste di pubblico archivista della “Camera degli Atti” (o Archivio pubblico) posta nell’attuale Palazzo Re Enzo, per la quale quest’opera fu eseguita.
Il Bianchetti ricoprì varie cariche pubbliche nella città. Il suo impegno presso la “Camera degli Atti”, prima come “correttore” della potentissima Società dei Notai, poi di “sovrastante” (cioè sovrintendente) si protrasse per oltre quarant’anni, e fu elogiato nel 1403 dal cardinale Baldassarre Cossa, legato pontificio e Vicario generale del Papa. La monumentalità delle figure e l’invaso spaziale si inseriscono nella tendenza neogiottesca che caratterizza la pittura bolognese di fine Trecento.


Datazione: 1385/1395
Dimensione: cm. 148 x 115
Numero di inventario: inv. P 76

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Immagini

Museo | Collezioni Comunali d'Arte