Sala del Consiglio

La Galleria dei Senatori di Bologna fu affrescata nel 1676 da Angelo Michele Colonna (1604-1687) con l'aiuto del giovane Gioacchino Pizzoli (1651-1731).
E' uno splendido testo d'arte barocca e tipico esempio di una tipologia di decorazione di interni che rese famosa la scuola bolognese nel mondo: la quadratura, dove l'uso sapiente della prospettiva apre le superfici su illusori spazi aperti. La quadratura architettonica occupa la volta per 34 metri di lunghezza e 8,50 di larghezza.

Quattro colonne dipinte sostengono il finto cornicione e creano l'illusione di sostenere una nuova volta; in cui si aprono cinque scene figurate di soggetto allegorico, con riferimento alle virtù di Bologna.

Nel primo lato breve è raffigurato lo Stemma della città sorretto da due Virtù (Concordia e Fedeltà) insieme ai simboli del potere locale e di quello pontificio.

Nella volta centrale: Minerva (dea della Sapienza ) e Marte (dio della guerra) inducono la fama ad annunciare al mondo le virtù e le glorie della città; Cibele indica a Bologna (con sembianze femminili, sul carro trainato da due leoni a simboleggiare la potenza) la gloria dell'Olimpo dove Giove l'attende; Bacco, Pomona e Cerere (alludenti al vino, ai frutti e alle messi) simboleggiano la fertilità della terra bolognese.

Nel secondo lato breve: Vigilanza e Prudenza e i simboli delle arti.


(Testi a cura di Carla Bernardini con la collaborazione di Gilberta Franzoni - Musei Civici d'Arte Antica)

Sala del Consiglio (già Galleria del Senato)

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