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Bologna città della musica
Gli enti e le associazioni Musicali Bolognesi




   

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Concorsi

Lo Zecchino d’Oro
A partire dagli anni’60, il Convento Antoniano dei Frati Minori di Bologna ospita Lo Zecchino d’Oro1, una rassegna internazionale che ha l’obiettivo di stimolare la produzione e di promuovere la diffusione di canzoni per bambini. Lo Zecchino d’Oro diventa, sin dagli inizi, non solo l’appuntamento televisivo più atteso dell’anno dai bambini e dalle famiglie, ma anche un vero e proprio fenomeno di costume. Dal 1963, anno della sua fondazione ad opera di Mariele Ventre, grande musicista ed educatrice bolognese, il Piccolo Coro dell’Antoniano accompagna i solisti dello Zecchino d’Oro ed è il principale protagonista della manifestazione. Dopo la scomparsa della maestra Ventre (1995) il coro ha aggiunto al suo nome quello della sua fondatrice, diventando Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano. Ogni anno la manifestazione unisce al messaggio di bontà e di fratellanza sempre presente nelle sue canzoni, il lancio di una sottoscrizione per un’iniziativa concreta di solidarietà a favore dei bambini in una delle nazioni delle aree depresse del mondo: il “Fiore della Solidarietà” dello Zecchino d’Oro.
Nel 2003, il Piccolo Coro di Bologna è stato ufficialmente nominato ambasciatore dell’UNICEF nel mondo “perché attraverso la forza comunicativa e il linguaggio universale della musica e del canto interpretato dai bambini possa trasmettere un messaggio di pace e di speranza a tutti i loro coetanei, senza distinzione di nazionalità, religione, sesso, lingua e razza”.

Il Concorso Internazionale di Composizione “2 Agosto”
Il Concorso è stato istituito nel 1994 dall’Associazione dei familiari delle vittime della strage alla Stazione di Bologna del 2 Agosto 19801, grazie all’impegno dell’allora presidente Torquato Secci la cui azione è stata portata avanti in seguito con instancabile fervore dall’attuale presidente Paolo Bolognesi. L’obiettivo del Concorso è stabilire un nesso tra la commemorazione del tragico evento che colpì la città 26 anni fa e le nuove generazioni.
Il nesso è fondato su un radicale cambiamento di segno nella celebrazione della memoria: dalla negatività del gesto terroristico alla positività della creazione artistica. Se il terrorismo aveva cercato di provocare paura e timore, sconcerto e dolore, bisognava allora rispondere evocando e suggerendo i sentimenti opposti, in una prospettiva intenzionalmente proiettata verso un futuro il più lontano.
Per un messaggio così universale, la musica diventa il linguaggio più idoneo poiché non necessita di traduzioni, non conosce confini, è patrimonio del mondo intero, e chiunque può fruirne senza necessariamente possedere specifiche competenze. Non un repertorio di classici, o opere commemorative, ma un rinnovamento dell’azione artistica in grado di tenere viva la memoria, attraverso una sempre costante e fresca stimolazione, diretta soprattutto verso le nuove generazioni. Da qui l’esplicita esigenza, poi trasformatasi in una chiara indicazione metodologica, di fondare un concorso di composizione, che non si allineasse però ai dettami di questa o quell’accademia, ma spaziasse in diversi ambiti, anche al di fuori della tradizione occidentale.
Il Concorso, che ha una forte connotazione morale basata sul rispetto della memoria delle vittime, ha avuto illustri presidenti e giurati quali Riccardo Muti, Ennio Morricone, Riccardo Chailly, Semion Bychkov, Elliot Fisk e Federico Mondelci.


A cura della Redazione Iperbole - Settore Comunicazione - Comune di Bologna
Ultimo aggiornamento: 07 09 2006


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