Museo Civico Archeologico

Collezioni / Ricerca / Bologna Romana: le pietre parlano: i mestieri

Stele delle professioni

Stele centinata, in arenaria, indicante la sepoltura che quattro persone: tre liberti e un ingenuo, e tra cui una donna: C. Volusius Iucundus, Heidia Auge, Q. Baebius, ingenuo, senza cognome e con prenome uguale al patronimico, e L. Tettius Philarg(urus).

Informazioni aggiuntive

L'iscrizione riporta che quattro defunti, tre liberti e un ingenuo, appartenenti a diverse famiglie e quindi senza apparenti legami di parentela, si costruirono, ancora vivi, una tomba comune. E’ probabile che qualche legame doveva unirli anche in vita: forse un rapporto coniugale tra Volusio ed Heidia e una relazione di amicizia fra i tre uomini.
Si notino la citazione dei mestieri: Il tabularius doveva essere un archivista o un ragioniere che si occupava dell'amministrazione pubblica o privata. Il faber lapidarius corrispondeva al tagliapietre o allo scalpellino. Il caligarius era il calzolaio - da caligae, i calzari dei soldati gregari o dei ceti inferiori.

Provenienza: Bologna, "Muro del Reno"
Datazione: Inizio I sec. d.C.
Materiale: Arenaria
Dimensione: alt.: m.2,159; largh.: m.0,615; sp.: m. 0,34
Bibliografia: CIL XI, 6838
Numero di inventario: 19124

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