L'amianto: che cos'è


Con il termine amianto, o asbesto, si intende un gruppo di minerali naturali a struttura fibrosa separabile in fibre molto sottili e resistenti.

La pericolosità dell’amianto per la salute umana deriva proprio dalla sua struttura fibrosa: le fibre, sottilissime, se rilasciate nell’aria possono essere inalate e – se ciò avviene in elevatissime quantità, come è avvenuto nelle industrie ove è stato lavorato – sono in grado di provocare gravi patologie a carico dell'apparato respiratorio.

Pertanto, a causa dei possibili effetti sulla salute che si manifestano anche a distanza di molti anni dall’esposizione (si possono verificare tempi di latenza di 40 anni), l’estrazione del minerale e la produzione di sostanze contenenti amianto sono stati vietati nel nostro paese a partire dal 1992.

L’amianto è stato utilizzato in una grande varietà di situazioni, sia nell’edilizia, che nell’industria e nella produzione di molti altri manufatti.

È tuttavia opportuno precisare che non è la presenza in sé dell’amianto ad essere pericolosa, ma sono determinanti le condizioni in cui questo materiale si trova. L’amianto infatti può costituire un rischio solo quando, per le sue condizioni di conservazione e per l’esposizione a vibrazioni o ad agenti atmosferici, può disperdere le sue fibre nell'ambiente circostante.

Nei casi in cui siano evidenziate condizioni di scarsa conservazione o danneggiamento è necessario procedere alla bonifica dei materiali.

Competenze

Ultimo aggiornamento: lunedì 14 novembre 2016