PIAE - Piano infraregionale delle attività estrattive




Nella gerarchia della pianificazione il PIAE viene collocato come strumento sottoordinato rispetto al Piano di Bacino, al Piano Territoriale Regionale (PTR) nonché, per le limitazioni che può contenere in tale materia, al Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR), inoltre rappresenta un approfondimento di settore del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP).

Il piano provinciale, tarato su una durata decennale, svolge il compito di tracciare un bilancio dei fabbisogni di materiali nella scala del proprio territorio. Uno studio di bilancio ambientale supporta le scelte contenute nel Piano, definisce le zone sensibili ambientalmente e quelle vulnerabili, individua gli elementi ambientali da salvaguardare propone le mitigazioni degli effetti negativi indotti dall'attività estrattiva.

Il PIAE poi contiene le indicazioni utili per l'individuazione di aree da destinare alle attività estrattive, i criteri informatori per il recupero di aree di ex cava degradate ma anche di ripristino di aree ancora non coltivate, gli indirizzi per la destinazione finale di aree temporaneamente destinate alla estrazione dei materiali. Il PIAE svolge anche il compito di individuare direttamente quei giacimenti che superano una potenzialità volumetrica complessiva di 500.000 m³, definiti dalla legge Poli estrattivi.

Piano infraregionale delle attività estrattive 2002-2012 e Variante specifica 2008

Ultimo aggiornamento: martedì 12 aprile 2011