Il PAE comunale, la cui durata è fissata in 10 anni, assume il valore
effettivo di piano di settore ed in quanto tale costituisce variante al
Piano Regolatore Generale e anche il suo iter approvativo ricalca
quello del PRG. Compito principale del PAE è quello di andare a recepire
e specificare nel dettaglio i fabbisogni che il PIAE assegna ai diversi
territori comunali. In particolare i Poli estrattivi vengono recepiti
nella pianificazione comunale mentre è il PAE che opera le scelte di
dettaglio con riferimento agli ambiti estrattivi, dove per ambiti si
intendono i giacimenti con potenzialità complessiva inferiore ai 500.000
m³.
Naturalmente tutte le scelte che costituiscono il contenuto del PAE, devono muoversi nel rispetto dei vincoli e delle prescrizioni fissati dalla pianificazione territoriale sovraordianata, oltre che nel contesto settoriale (PIAE, PTR) anche nel contesto generale (PTPR, PTCP Piano di Bacino, ecc.).
Sotto il profilo urbanistico il PAE definisce la destinazione finale
delle aree oggetto di attività estrattiva. Al PAE è anche affidato il
compito di individuare le aree idonee ad ospitare gli impianti di prima
lavorazione del materiale estratto. Per la LR 17/91 i Comuni devono
dotarsi del proprio PAE entro due anni dalla entrata in vigore del PIAE.
Fascicoli
Ultimo aggiornamento: giovedì 14 aprile 2011