Procedure autorizzative




La legge regionale nr. 17/91 attribuisce ai Comuni le funzioni di autorizzazione, vigilanza e controllo delle attività estrattive.
L'attività estrattiva è consentita previo rilascio di autorizzazione che può avere una validità compresa tra un minimo di tre anni ed un massimo di cinque anni, e che il Comune può prorogare (per un periodo non superiore ad un anno), qualora, alla scadenza prevista vi sia un residuo di materiale non ancora estratto per cause documentabili.
L'autorizzazione può essere sospesa o revocata per motivi di interesse pubblico e può eventualmente decadere qualora l'attività estrattiva non abbia inizio trascorsi otto mesi dal suo rilascio o qualora, a seguito di diffida ad adeguarsi alle disposizioni di convenzione, il titolare non provveda.
L'inizio di un'attività di cava, oltre che al rilascio di specifica autorizzazione, è subordinato anche alla verifica degli impatti ambientali indotti secondo le modalità ed i casi previsti dalla normativa vigente in materia di VIA (LR 9/99 e s.m.i.).

La procedura autorizzativa prevede che il richiedente presenti al Comune competente per territorio, domanda di autorizzazione corredata dalla documentazione elencata all'art. 13 della L.R. 17/91 nonché di quella  eventualmente prevista dal PIAE e dal PAE.

Tutta la documentazione di progetto a corredo dell'istanza dovrà essere presentata in almeno quattro copie cartacee (timbrata e firmata in originale) e quattro copie su supporto elettronico.

Il Comune, entro 15 giorni dal ricevimento, invia richiesta di parere in merito al progetto alla Commissione Tecnica Infraregionale delle Attività Estrattive (CTIAE - organo tecnico consultivo istituito dall'art. 23 della LR 17/91 che fa capo alle Amministrazioni Provinciali) che dispone di 60 giorni per esprimere il proprio parere.
Dalla data di ricevimento del parere fornito dalla CTIAE (o in caso di silenzio di questa trascorsi i 60 giorni previsti), il Comune dispone di ulteriori 60 giorni di tempo per concludere in forma espressa il procedimento, salvo sospensioni ai sensi della L. 241/90 e s.m.i. e del Regolamento comunale sui procedimenti amministrativi.

La struttura comunale competente esamina la documentazione a corredo della domanda di autorizzazione mediante propria istruttoria tecnica/amministrativa ed acquisisce i pareri formali del Consiglio di Quartiere competente per territorio, dell'ARPA e di tutti gli Enti od Amministrazioni che sono coinvolti caso per caso, a seconda delle specifiche di progetto.

A conclusione positiva della fase istruttoria, le eventuali osservazioni e prescrizioni espresse dagli Enti di cui sopra saranno recepite nello schema di convenzione estrattiva che sarà prima oggetto di approvazione da parte della Giunta comunale e poi sottoscritta dalle parti. Il procedimento si conclude con il rilascio dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività estrattiva nel rispetto di quanto previsto dalla convenzione sottoscritta.

Dove presentare domanda


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Competenze

Normativa di riferimento »

L.R.18 luglio 1991, n. 17 Disciplina delle attività estrattive
Legge 7 agosto 1990 n. 241 "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi"
PG. 72864/2005 ODG/PRG 80 "Regolamento sul procedimento amministrativo" del Comune di Bologna

Ultimo aggiornamento: lunedì 29 febbraio 2016