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Settore -> Interventi per il Verde -> Verde Pubblico -> Manutenzione Straordinria -> Abbattimento in Vialla Cassarini
Eliminazione di due esemplari arborei all’interno del giardino di Villa Cassarini
Nell’ambito dei periodici controlli sulle condizioni di stabilità del patrimonio arboreo del Comune di Bologna, sono di recente state reiterate le verifiche strumentali su numerosi esemplari presenti all’interno del giardino di Villa Cassarini (cod. area 145T): queste hanno consentito di evidenziare che purtroppo non sussistono più le condizioni per garantire la stabilità di due esemplari di cedro dell’Himalaya (Cedrus deodara) di grandi dimensioni, individuati dai codici 12679 e 12681 e dei quali si allegano due immagini fotografiche. Il diametro del tronco dei due alberi, rilevato a un metro di altezza, è rispettivamente di 83 e 100 cm. Nei loro tessuti legnosi si è rilevata una degenerazione, dovuta all’inarrestabile sviluppo di organismi patogeni fungini, che ha raggiunto uno stadio tale da comprometterne le caratteristiche statiche e strutturali, rendendo la presenza stessa delle piante una concreta fonte di pericolo.

In particolare, per il cedro individuato dal codice 12679, isolato e con un’altezza complessiva di 24 metri, pur a fronte di una discreta vigorìa, e in assenza di particolari sintomi esterni, le ultime rilevazione strumentali hanno evidenziato la presenza di ampie alterazioni interne, con sviluppo cosiddetto “eccentrico”, vale a dire concentrato prevalentemente su un lato del colletto, in questo caso in direzione nord-ovest. Il dendrodensimetro (strumento che registra con grande precisione lo spessore della parete sana rispetto al volume di legno alterato o cavo), ha messo in evidenza un arco di circonferenza molto ampio (145°) nel quale i pochi centimetri di spessore di parete residua sono nettamente inferiore ai livelli di sicurezza necessari per mantenere l’albero in piedi. Non apparendo alcun danno esterno al fusto, colletto compreso, è inoltre praticamente certo che questa alterazione provenga dalle radici, la cui funzione di ancoraggio è quindi presumibilmente compromessa in modo definitivo.

Pur avendo la chioma sottoposta ad un albero adiacente, l’altro cedro (contraddistinto dal codice 12681) raggiunge i 26 metri di altezza, ed ha il fusto inclinato di 20° in direzione del vialetto che conduce all’area giochi presente nel giardino. Anche in questo caso, l’uso del dendrodensimetro ha rilevato la presenza di un’ampia alterazione interna con degradazione di gran parte dei tessuti legnosi: per un arco di circonferenza di oltre 200°, lo spessore della parete integra residua è infatti al di sotto dei limiti di sicurezza. E, analogamente a quanto desunto per l’altro esemplare, con tutta probabilità le alterazioni provengono dall’apparato radicale, per le cui diramazioni con funzione statico-strutturale si può quindi dedurre un grave e significativo rischio di cedimento.

I grafici risultanti dalle verifiche densitometriche effettuate, qui allegati, consentono di intuire l’estensione dei processi degenerativi in atto.

In merito alla necessità di procedere alla rimozione dei due alberi, va sottolineato che nel 1996, sempre nel giardino di Villa Cassarini, si schiantarono al suolo altri due grandi cedri, a causa della rottura delle principali radici che li ancoravano al terreno. Si poté in seguito rilevare che il motivo di tale evento era riconducibile alle alterazioni di gran parte dei tessuti legnosi delle branche radicali stesse, alterazioni che risalivano sino ad interessare il colletto, dove peraltro si manifestavano con scarsi sintomi. In considerazione dell’evento di undici anni orsono, i cedri oggetto delle indagini di questi giorni (poi codificati con i numeri 12679 e 12681) furono sottoposti ad una prima verifica statica strumentale, senza però che, allora, risultassero gravi alterazioni. Nel successivo arco temporale, e a fronte di periodici controlli nel frattempo effettuati, l’ampiezza delle alterazioni interne si è però evoluta in senso gravemente peggiorativo (senza che, come già accennato, vi fosse la possibilità di porvi rimedio) fino ad una situazione in cui non è più possibile garantire la tenuta statica delle due piante, e quindi l’incolumità degli utenti dell’area verde.

Considerato il punto in cui si trovano i due alberi, si può infatti affermare che la loro permanenza appare del tutto incompatibile con la sicurezza di chiunque si trovi a transitare all’interno del giardino, oggetto tra l’altro di assidua frequentazione. In questo senso, i tecnici dell’U. I. Interventi per il Verde, in accordo con gli specialisti della ditta incaricata dei controlli statici, hanno congiuntamente preso in esame ogni ipotesi di conservazione dei due alberi che fosse compatibile con un accettabile livello di rischio. Purtroppo, però, l’unica possibilità teorica, vale a dire una loro drastica potatura di contenimento, oltre a snaturarne il valore estetico, non farebbe altro che comprometterne lo stato vegetativo, accelerando inoltre la progressione delle patologie. Il cedro è infatti un genere botanico che non tollera le operazioni di potatura delle parti vive della chioma, cui non è tra l’altro in grado di reagire.

Gli abbattimenti, in relazione alla loro urgenza, sono stati programmati per la giornata di giovedì 27 dicembre p. v.. Solo nel caso di condizioni meteorologiche avverse le operazioni saranno rinviate alla prima data utile. Alle varie fasi di lavoro presenzierà il personale tecnico che ha svolto le indagini strumentali sulle piante e potrà in tal modo fornire eventuali spiegazioni, e illustrare il grado di sviluppo dei processi degenerativi dei tessuti legnosi.

Contestualmente all’esecuzione dell’abbattimento la L.I.P.U. (Lega Italiana per la Protezione degli Uccelli), preventivamente allertata, potrà disporre la presenza sul posto di propri volontari, con l’intento di recuperare eventuali nidiacei o mammiferi presenti tra le fronde degli alberi.

In considerazione dell’importanza che gli alberi rivestono nell’ambito del patrimonio arboreo del Comune di Bologna, è in corso di valutazione l’ipotesi di conferire presso il parco di Villa Ghigi ampie porzione dei tronchi, o “rotelle” dei medesimi, che potranno essere utilizzate nell’ambito dei programmi di educazione ambientale.

In relazione all’esigenza di conservare l’aspetto del giardino, con la messa a dimora, già prevista in idonea stagione, di esemplari arborei sostitutivi, occorrerà procedere preventivamente alla sterilizzazione delle porzioni di terreno a ciò destinate, al fine di eradicare la presenza del patogeno fungino responsabile della carie, che nel tempo potrebbe colonizzare anche i tessuti della nuova vegetazione legnosa.



Codice 12679 Codice 12681
Cedro codice 12679 Cedro codice 12681


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A cura del Settore Ambiente e Verde urbano
In collaborazione con la Redazione Iperbole - Settore Comunicazione e Rapporti con i Cittadini - Comune di Bologna

 

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