Settore -> Qualità Ambientale -> Suolo e Sottosuolo -> Subsidenza -> Pianura Bolognese
Pianura bolognese
Nel caso della pianura bolognese il fenomeno della subsidenza si presenta come effetto di cause naturali e antropiche, con una prevalenza nettissima delle seconde sulle prime, e riconducibili negli elevati emungimenti fluidi dal sottosuolo che determinano un bilancio idrico negativo degli acquiferi dell'alta pianura bolognese. Tale situazione è evidente nel diagramma della figura sottostante che riporta la soggiacenza media annua di alcuni pozzi delle centrali acquedottistiche attive sul territorio Comunale (Borgo Panigale, Tiro a segno sulla conoide del Reno e Fossolo in quella del Savena).
Tali dati confermano la presenza di abbassamenti annui medi tra 1970 e il 1985 variabili tra 1.4 m per Borgo e Tiro a segno e 1.2 m per la centrale acquedottistica di Fossolo. I valori di abbassamento annuo maggiori risultano pari a 3.6 m per Borgo (1971), 4.9 m per Tiro a segno (1971) e 3.9 per la centrale di Fossolo (1983).
A partire dal 1984-1985 si registra un arresto del trend di abbassamento generalizzato, collegato alle politiche di risparmio e di razionalizzazione nell'uso della risorsa idrica attivate in questi ultimi decenni, che hanno determinato un sensibile rallentamento del fenomeno della subsidenza.
I problemi connessi con la subsidenza hanno manifestato i propri effetti a partire dalla seconda metà degli anni '70, ma la rilevazione del fenomeno è cominciata in periodi antecedenti e le campagne di misurazione altimetrica sono raggruppabili in periodi:
- 1887 - 1943: il primo approccio al problema ha indotto a quantificare il fenomeno della subsidenza naturale presente nell'area di studio;
- 1943 - 1972: i dati riferiti a questo periodo di tempo provengono dalle misurazioni effettuate dall'Istituto Geografico Militare Italiano (IGMI) nel 1943-50 prima e nel 1970-1973 poi, a queste si aggiungono, quale verifica della tendenza generale, le livellazioni eseguite dal Catasto negli anni dal 1974 al 1976. Si rileva una brusca accelerazione del fenomeno che in questo periodo ha registrato valori assoluti variabili dai 20 cm in prossimità del margine collinare, sino ad arrivare ad oltre 120 cm nella parte più settentrionale del territorio bolognese;
- 1973 - 1983: in questo periodo la ricostruzione del fenomeno deriva dall'analisi di più livellazioni e misure effettuati da diversi Enti ed in contesti differenti. L'Amministrazione comunale ha commissionato uno studio specifico ad una commissione di esperti, esso è stato avviato nel 1980 e la prima misurazione di questa nuova rete di controllo, che ha esteso ed integrato quella esistente limitata essenzialmente al centro storico, è stata effettuata nel 1983. Se ne deriva una velocità di abbassamento nel periodo compreso tra il 1970 ed il 1983 stimata in valori che hanno raggiunto anche i 15 cm/anno;
- 1984 - 1993: a partire dal 1990 è partita una nuova iniziativa che ha coinvolto il Comune e l'Istituto di Topografia , Geodesia, Geofisica Mineraria dell'Università di Bologna che hanno dato vita alla cosiddetta Rete di raffittimento che rappresenta appunto una implementazione delle stazioni di misurazione altimetriche rispetto alla rete realizzata tra il 1983 e il 1987 battezzata Rete Grande. In questo arco di tempo l'abbassamento del suolo si è verificato in un range compreso tra pochi cm e un massimo di 36 cm secondo una velocità media di circa 7 cm/anno;
- 1993 - 1999: questo arco di tempo ha visto un'ulteriore integrazione ed implementazione della rete di controllo altimetrica esistente. Agli oltre 411 Km di linee di livellazione comunale si sono aggiunti i 216 Km di linee delle Rete Regionale di pertinenza del territorio comunale, i 280 Km istituiti dall'Autorità di Bacino del Fiume Reno messi in essere nel periodo 1995 - 1997 ed i 153 Km appartenenti alla Rete Provinciale realizzata quale raffittimento delle Rete Regionale.
Le analisi effettuate nell'ambito della redazione del quadro conoscitivo si è proceduto ad una lettura di insieme degli studi e progetti che si sono succeduti nel tempo, sintetizzati con la costruzione di una cartografia che riporta l'abbassamento totale del terreno registrato nel periodo che va dal 1943 al 1999.
Si tratta di una elaborazione che, partendo dai dati di cui si è in possesso, ipotizza il ritmo delle velocità di abbassamento per i periodi non rilevati. Con riferimento alle cause della subsidenza, si è proceduto alla correlazione dei dati areali di maggiore abbassamento registrato con i dati relativi alla litologia e con quelli idrogeologici relativi all'emungimento e alla oscillazione della falda idrica sotterranea.
I risultati ottenuti evidenziano valori massimi di abbassamento localizzati nel settore nord-orientale del territorio comunale che raggiungono i 240-270 cm in corrispondenza della zona caratterizzata dalla maggiore percentuale di depositi coesivi nell'intervallo di profondità 20-200 metri, che sono i terreni che maggiormente risentono del fenomeno. Particolarmente elevato risulta il gradiente di abbassamento nella zona del centro storico, responsabile dei dissesti degli edifici registrati in tale posizione.
I moti verticali del suolo bolognese procedono a ritmi sostenuti con una concentrazione nelle aree prossime agli assi Tavernelle - Sala Bolognese, Bonconvento - Malacappa, San Sisto - Dozza. Le punte massime si registrano lateralmente al Fiume Reno in prossimità del Comune di Calderara di Reno e a quello di Argelato, così come a Nord del centro storico di Bologna in località Corticella con approfondimenti rilevati pari a 80 cm negli ultimi 15 anni; analoga situazione si registra nella zona Est della città, quartiere Savena, in prossimità del campo pozzi per approvvigionamento acquedottistico. Gli ultimi dati evidenziano per il territorio comunale una tendenza al rallentamento del fenomeno, anche se i valori assoluti di abbassamento rilevati risultano comunque alti, con la velocità del movimento registrata nel periodo 1992 - 1999 che raggiunge valori massimi dell'ordine dei 4,5 cm/anno per le zone maggiormente interessate e più sopra citate, a fronte di un ritmo di 7 cm/anno rilevato nel periodo precedente (1987 - 1992). Analogo comportamento si è registrato con riferimento alla velocità media ponderata che è attestata sui 2,4 cm/anno a fronte dei 3,8 cm/anno degli anni precedenti.
Da approfondire risultano i temi relativi ai problemi idraulici determinati dalla subsidenza sul reticolo idrografico superficiale che potrebbe determinare un maggiore rischio idraulico su alcune porzioni del territorio, il sistema delle fognature, e il patrimonio edilizio esistente.
>>
RETI DI CONTROLLO DELLA SUBSIDENZA - Provincia di Bologna