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Aree instabili
E' stato eseguito un approfondimento specifico sul tema del dissesto dell'area collinare, determinando un indice territoriale di dissesto (I.D.) che esprime la percentuale delle aree in dissesto, ricomprendendo le frane attive, quiescenti e le aree calanchive, i cui risultati sono riportati nella figura.

Aree instabili

A tale analisi ha fatto seguito nel corso del 2004 uno studio mirato sul dissesto sull'area collinare al fine di produrre una specifica cartografia dell'inventario del dissesto, sulla quale sono stati distinti i seguenti elementi:

Dissesto

Le tabelle seguenti riportano l'estensione sul territorio Comunale delle aree in dissesto e di quelle potenzialmente instabili con le relative percentuali, in cui si evince che in totale tali aree occupano una superficie pari a 10,9 Km2 che rappresenta circa il 30% dell'intero territorio collinare ricompreso nel Comune di Bologna.

AREE IN DISSESTO Km2 %
FRANE ATTIVE 2,65 39,6%
FRANE QUIESCENTI 4,05 60,4%
TOTALE 6,70 100,00%


AREE POTENZIALMENTE INSTABILI Km2 %
DEPOSITI DI VERSANTE S.L. 0,79 18,7%
CALANCHI 2,39 56,5%
AREE BOSCATE 0,52 12,3%
CALANCHI 0,53 12,5%
TOTALE 4,23 100,00%

Particolarmente interessante è stata la individuazione delle aree boscate a rischio potenziale di franamento, studio che si è reso necessario in relazione all'osservazione negli ultimi anni di una serie di movimenti gravitativi che hanno interessato formazioni boschive impostate su versanti fortemente inclinati, e che in taluni casi hanno direttamente comportato problemi di agibilità di abitazioni e conseguenti ordinanze di sgombero. L'osservazione diretta ha evidenziato come tali movimenti siano avvenuti soprattutto in concomitanza di precipitazioni a carattere nevoso, e siano quindi da mettere in relazione all'azione di appesantimento determinato dalla neve sugli alberi che, non potendo sfruttare un sufficiente ancoraggio al substrato, franano a valle coinvolgendo anche l'esigua copertura vegetale ed esponendo estese superfici rocciose agli agenti atmosferici dalle quali si possono poi determinare frane di crollo con blocchi litoidi che si staccano e rotolano a valle. Aspetto non secondario risulta quello legato al fatto che si tratta di formazioni forestali sulle quali da decenni non viene effettuata nessun intervento di manutenzione e taglio selettivo, abbandono che di fatto favorisce tali fenomeni. Si comprende l'importanza di tale individuazione necessaria per intraprendere specifiche opere di contenimento e prevenzione.

L'analisi è stata effettuata producendo una dettagliata carta clivometrica sulla quale sono state riportate le formazioni boschive presenti sul territorio ed estrapolate le zone in cui la presenza di boschi unitamente a condizioni di acclività del versante con pendenze superiori a 30° determinano maggiori condizioni di rischio.

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A cura del Settore Ambiente e Verde urbano
In collaborazione con la Redazione Iperbole - Settore Comunicazione e Rapporti con i Cittadini - Comune di Bologna

 

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