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Pianificazione
La LR 17/91 introduce un livello provinciale di pianificazione attraverso il Piano Infraregionale delle Attività Estrattive (PIAE) ed un livello comunale con il Piano Comunale delle Attività Estrattive (PAE).

Piano Infraregionale delle Attività Estrattive - PIAE
Nella gerarchia della pianificazione il PIAE viene collocato come strumento sottoordinato rispetto al Piano di Bacino, al Piano Territoriale Regionale (PTR) nonché, per le limitazioni che può contenere in tale materia, al Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR), inoltre rappresenta un approfondimento di settore del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP).
Il piano provinciale, tarato su una durata decennale, svolge il compito di tracciare un bilancio dei fabbisogni di materiali nella scala del proprio territorio. Uno studio di bilancio ambientale supporta le scelte contenute nel Piano, definisce le zone sensibili ambientalmente e quelle vulnerabili, individua gli elementi ambientali da salvaguardare propone le mitigazioni degli effetti negativi indotti dall'attività estrattiva.
Il PIAE poi contiene le indicazioni utili per l'individuazione di aree da destinare alle attività estrattive, i criteri informatori per il recupero di aree di ex cava degradate ma anche di ripristino di aree ancora non coltivate, gli indirizzi per la destinazione finale di aree temporaneamente destinate alla estrazione dei materiali. Il PIAE svolge anche il compito di individuare direttamente quei giacimenti che superano una potenzialità volumetrica complessiva di 500.000 m³, definiti dalla legge Poli estrattivi.

» PIANO INFRAREGIONALE ATTIVITÀ ESTRATTIVE - Provincia di Bologna

Piano Comunale delle Attività Estrattive - PAE
Il PAE comunale, la cui durata è fissata in 10 anni, assume il valore effettivo di piano di settore ed in quanto tale costituisce variante al Piano Regolatore Generale e anche il suo iter approvativo ricalca quello del PRG. Compito principale del PAE è quello di andare a recepire e specificare nel dettaglio i fabbisogni che il PIAE assegna ai diversi territori comunali. In particolare i Poli estrattivi vengono recepiti nella pianificazione comunale mentre è il PAE che opera le scelte di dettaglio con riferimento agli ambiti estrattivi, dove per ambiti si intendono i giacimenti con potenzialità complessiva inferiore ai 500.000 m³.
Naturalmente tutte le scelte che costituiscono il contenuto del PAE, devono muoversi nel rispetto dei vincoli e delle prescrizioni fissati dalla pianificazione territoriale sovraordianata, oltre che nel contesto settoriale (PIAE, PTR) anche nel contesto generale (PTPR, PTCP Piano di Bacino, ecc.).
Sotto il profilo urbanistico il PAE definisce la destinazione finale delle aree oggetto di attività estrattiva. Al PAE è anche affidato il compito di individuare le aree idonee ad ospitare gli impianti di prima lavorazione del materiale estratto. Per la LR 17/91 i Comuni devono dotarsi del proprio PAE entro due anni dalla entrata in vigore del PIAE.

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A cura del Settore Ambiente e Verde urbano
In collaborazione con la Redazione Iperbole - Settore Comunicazione e Rapporti con i Cittadini - Comune di Bologna

 

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