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PM10
Con il termine PM10 si indica una frazione delle polveri sottili di diametro inferiore a 10 µm. Queste polveri sono composte da un'ampia varietà di sostanze organiche e inorganiche, solide e liquide derivanti da fonti naturali (vulcani, polveri da terra) e attività umane (centrali termiche, processi industriali, traffico veicolare, riscaldamento domestico, inceneritori industriali). La loro pericolosità deriva proprio dalla dimensione minuta. Particelle così piccole sono capaci di entrare nell'apparato respiratorio neutralizzando tutte le difese e i tentativi del corpo umano di farle uscire. Il periodo dell'anno compreso tra ottobre e marzo risulta essere il più critico in quanto vanno a sommarsi ai fattori umani responsabili dell'inquinamento atmosferico le condizioni climatiche avverse alla pulizia dell'aria, in quanto le condizioni di alta pressione dei periodi invernali non consentono un ricambio dell'aria nei centri urbani.
OSSIDI DI AZOTO
Gli ossidi di azoto sono prodotti da tutti i processi di combustione, indipendentemente dal tipo di combustibile utilizzato.
La principale sorgente di ossidi d'azoto (NOx, NO
2) è il traffico autoveicolare, altre fonti importanti sono: gli impianti di riscaldamento civile e industriale, le centrali di produzione di energia e diversi processi industriali (produzione di vetro, cemento, calce ecc.). Gli ossidi di azoto contribuiscono ai fenomeni di eutrofizzazione, allo smog fotochimico (sono composti che causano la formazione di inquinanti secondari come ozono e particolato fine secondario) e alle piogge acide.
MONOSSIDO DI CARBONIO
La principale sorgente di CO è rappresentata dai gas di scarico dei veicoli a benzina, soprattutto funzionanti a bassi regimi, come nelle situazioni di traffico urbano intenso e rallentato. Altre sorgenti sono la combustione in impianti di riscaldamento alimentati con combustibili solidi, liquidi e gassosi ed i processi industriali. Il monossido di carbonio, sostituendosi all'ossigeno nei processi della respirazione, può provocare insufficienza respiratorio. I soggetti più a rischio sono i bambini perché il CO tende a depositarsi a livello del terreno.
OZONO
L'ozono è un inquinante secondario, cioè non viene emesso direttamente da una o più sorgenti, ma si produce per effetto della radiazione solare in presenza di inquinanti primari quali gli ossidi d'azoto (NOx) e i composti organici volatili (COV). Il complesso dei fenomeni che porta a elevate concentrazioni di ozono viene denominato "smog fotochimico". L'inquinamento fotochimico è un fenomeno anche transfrontaliero: è possibile infatti che, in particolari condizioni meteorologiche e di emissione, si formino inquinanti fotochimici che vengono trasportati a distanze di centinaia o migliaia di chilometri.
La rimozione avviene sia per deposizione al suolo, ma soprattutto per rimozione chimica, in prossimità delle fonti principali di NO, come le strade ad alto traffico, i livelli di ozono sono molto più bassi, perché l'effetto di rimozione da NO è cospicuo.
BENZENE
Le emissioni di benzene derivano principalmente dall'uso della benzina nei trasporti, sia come prodotto di combustione sia di evaporazione, in secondo luogo da alcuni processi produttivi e dai sistemi di stoccaggio e distribuzione dei carburanti (stazioni di servizio, depositi) ed il fumo di sigaretta. Per quello che riguarda i trasporti su strada, la maggior parte di questo inquinante (circa il 95%) ha origine dallo scarico dei veicoli, dove il benzene è presente sia come incombusto, sia come prodotto di "riarrangiamento" di idrocarburi aromatici presenti nella benzina. Una parte (5%) deriva invece dalle emissioni evaporative dal serbatoio e dal carburatore anche durante la sosta. L'alto indice di motorizzazione dei centri urbani e la accertata cancerogenicità fa del benzene uno dei più importanti inquinanti nelle aree metropolitane.