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Luoghi delle Criticità
La situazione che emerge dalle misure di qualità dell'aria mostra con evidenza una criticità diffusa sull'area urbanizzata cittadina, tipica delle realtà metropolitane. Bologna infatti costituisce la parte predominante dell'omonimo agglomerato (definito ai sensi del D.Lgs 351/99 dalla Provincia di Bologna), in cui sono presenti superamenti dei limiti di legge attualmente vigenti (DM 60/02) per gli inquinanti:
- benzene (centro storico);
- particolato PM10;
- ossidi di azoto.
Le Aree
Il centro storico: è l'area dove si riscontrano le maggiori criticità per benzene e PM10, dovute a flussi veicolari molto elevati in assoluto e in particolare considerando che si tratta di una ZTL. La forma geometrica degli edifici associata a flussi veicolari troppo elevati e a continue situazioni di congestione provocano l'instaurarsi di concentrazioni elevatissime e concretizzano una situazione di grave disagio perfettamente percepito dai cittadini. Le criticità sono acuite dall'utilizzo eccessivo - dovuto proprio alle difficoltà di accesso e agli spazi ridotti - dei veicoli a due ruote il cui potere inquinante è molto maggiore di quello di una autovettura, anche a causa dell'uso ripetuto nel corso della giornata e per spostamenti anche brevissimi.
La zona della Fiera: è l'area in cui si riscontrano le criticità più alte per ossidi di azoto e PM10, dovute alle quantità (numero assoluto) di veicoli sulle strade. La zona è costantemente congestionata e tuttavia in espansione urbanistica, cosa che fa prevedere facilmente l'acuirsi delle criticità - già pesantissime - attuali.
Le zone ospedaliere dell'Ospedale Maggiore e del Sant'Orsola: gravate dal traffico locale residenziale e di ingresso alla città, oltre che dal traffico di accesso/parcheggio alle strutture sanitarie.
In ingresso alla città, sulle radiali esterne a nord-nordest (Corticella, S.Donato, S.Vitale): per il traffico di attraversamento con origine o destinazione in Provincia e una struttura urbana poco consolidata almeno dal punto di vista della mobilità pubblica.
La prima periferia urbana: da Saragozza a San Lazzaro e via Toscana, passando per la via Emilia a est e a ovest e per la Bolognina: criticità medio-alta, leggermente meno congestionate della zona Fiera. Sono le aree in cui creare le condizioni per una mobilità sostenibile, lavorando sulla non necessità di andare in centro o di attraversarlo.
Le zone di nuova urbanizzazione: Navile, CAAB, aree ferroviarie. In queste zone, al momento quasi intonse, si possono sperimentare nuove forme di insediamento sostenibile con particolare riferimento alla mobilità. Ma diventa critico come si interpreta il trasporto pubblico (frequenze, distanze, orari, servizio notturno, trasporto merci) per "fare la differenza" o restare ad una generica offerta di TP.